Stefania's profile▃ ▄ ▅ ▆ ▇Why Drink And D...PhotosBlogListsMore Tools Help

▃ ▄ ▅ ▆ ▇Why Drink And Drive When You Can Smoke And Fly? █ ▇ ▆ ▅ ▄ ▂ ▁

♪♫♪♥♥ Join The Life ♪♫♪♥♥

Stefania Mollica

Occupation
Location
Interests
Semplicemente me stessa, nessuno sarà mai come me..
MENO MALE!!!ahahah
-->ToxicGirl<--
Please wait...
Sorry, the comment you entered is too long. Please shorten it.
You didn't enter anything. Please try again.
Sorry, we can't add your comment right now. Please try again later.
To add a comment, you need permission from your parent. Ask for permission
Your parent has turned off comments.
Sorry, we can't delete your comment right now. Please try again later.
You've exceeded the maximum number of comments that can be left in one day. Please try again in 24 hours.
Your account has had the ability to leave comments disabled because our systems indicate that you may be spamming other users. If you believe that your account has been disabled in error please contact Windows Live support.
Complete the security check below to finish leaving your comment.
The characters you type in the security check must match the characters in the picture or audio.
ciao  bellisiima.... sn passato a trovarti e trovo il tuo blog davvero bello ma soprattutto tu...
stupenda anke la musica k asdcolti... baci
May 31
ohilaaa...cm la va?....cm stai? cm è ke nn c siamo + sent su msn....ma 6 andata alla cdl?...risp..bacione
Dec. 8
eeehhh..ma ciaooo...nn c'è ke dire...6 prp una tamarra emotiva...poi ql casa dag in sttfondo..è insuperabile.....eh cm pioggia e sole...tu nn credere...se qlkn t dirà ke nn sn + lo stx....complimenti...d'agostino problematic show 4ever.....xk qnd cala la calinda....so cà.....dai t saluto...ciaooooo...bacione...
Nov. 19
Bru Iaquintawrote:
welà ex amooooo!!!! XD ma tu hai presente ke x leggere alcune ks sul tuo blog ho xso l'uso della vista??? ihihi..è un blog allucinato kn questi colori qui!!!! dai ade t saluto..torno a studiare!!! ahahah!!! ciao ex!!! :)
Nov. 12
alessandrawrote:
zoccolemoooooooooo!!!!maledetta grrrrrrrrrrrrrr....certo però che sei furba devo dire!!!!ahia me cosa mi tocca sopportare!!
ciau ciau...e ricorda....chupaaaaa!!!basini!!
ally
Aug. 27

?HowManyPeopleComeHere?

Photo 1 of 20
October 11

Di stronzi ce ne sono in giro, ma tutti io li devo beccare?

di stronzi ce ne sono in giro...ma mi sono rotta il cazzo di dovermeli sempre trovare io..
porca troia.
ma si succede tutto così, all'improvviso..
conosci una persona, cominci ad affezionarti..dopo le altre mille delusioni non riesci a lasciarti andare perchè hai paura..
ma quando lui ti dice di doverti fidare..di lasciarti andare perchè lui è diverso, lui ti vuole bene..
lo fai.
lo fai e trovi un'altra illusione..
tu fai di tutto per lui, litighi con i genitri, con la sorella..fai casino per poterlo vedere una volta..fai casino per vederlo quelle poche volte.
poi dopo un po' senti che c'è qualcosa che non va..e anche se non ci hai parlato apertamente, riesci a capire le sue intenzioni:ti vuole mollare.
ti molla, e due giorni dopo, alle otto e mezza d mattina, si presenta davanti a casa tua per parlare..dice che ha voglia di ricominciare con te,che ha sbagliato..
tu ci credi..
poi leggi il contrario..
ci chiarisci, ti rassegni..
ma lui ancora una volta non è capace di essere sincero al 100%..ti dice che era confuso x via di un'altra donna..
ti dice che sta male xk siamo un po' lontani e non riusciamo a vederci..
TU CI CREDI.
poi scopri, che la donna per cui ha perso la testa, abita ancora più lontana, perfino in un'altra regione..
E CI STAI DI MERDA.MUORI DENTRO. 
tu che a lui ci tieni ancora troppo.tu che gli hai detto per la prima volta TI AMO. tu che hai FATTO DI TUTTO PER LUI.
lui che TI ABBANDONA così, senza una ragione valida. 
e io che gli dicevo anche che se aveva bisogno poteva cercarmi...che lo avrei aiutato..e lui mi ferisce un altra volta.
io veramente, non ce la faccio più..e i chiedo perchè le persone che non si meritano di avere una persona che le ama, la trovano sempre e non apprezzano ciò che hanno..io mi chiedo quand'è che finalmente qualcuno riuscirà a capire che non si può giocare così con i sentimenti di una ragazza.
una ragazza che pur avendo diciassette anni, può dare tutto ad un uomo. 
ormai gli ho dato tutto..e lui come mi ripaga? dicendomi delle balle assurde anche sul motivo x cui mi ha mollata.
io non ho parole davvero...
basta. 
July 25

Gesti

a volte mi sento come se fossi in un certo luogo apposta x studiare le persone: gli atteggiamenti, i gesti che li accomunano, le parole..

noto differenze a seconda dei vari luoghi in cui ci si trova..come ad esempio le persone qui al nord, per indicare qualcosa o per invitare qualcuno a prendere qualcosa senza formulare un invito vocale, ritirino un pò' il braccio come se lo volessero caricare, e lo allunghino verso l'oggetto x cui si sta facendo l'invito, associando il gesto ad una specifica espressione del viso: occhi aperti, sopracciglia appena inarcate..

Un altra cosa è il gesto che si fa, involontariamente, quando si pensa a qualcosa: se si sta pensando ad una risposta che non è fondamentale, solitamente si ha lo sguardo rivolto in alto a destra, come se volessimo provare a guardare un'idea appoggiata nella parte superiore destra del cervello.Quando invece si pensa profondamente a qualcosa, il gesto tipico è quello di appoggiare le prime tre dita, partendo dal pollice (due dita semi distese sulla fronte, e il pollice appoggiato su una delle due tempie, a seconda della mano che si utilizza), sulla fronte che, leggermente abbassata, ci fa assumere un'espressione chiamata "di concentrazione". Un altra cosa che accomuna gli esseri umani, è la gesticolazione durante un discorso.I gesti che si fanno durante un discorso, sono anch'essi involontari, sembra quasi che si voglia accentuare il significato di determinate parole: il movimento circolare del dito quando si dice la parola "dopo", il movimento della mano quando si dice "ciao", eccetera. Altri gesti invece sono segni di nervosismo: giocherellare con un anello, con un braccialetto, con i capelli mentre si parla e si sta tentando di dire una cosa difficile da esprimere..gli intercalari "cioè", "praticamente", "eh niente allora..", totalmente inutili. Per quanto ci si possa sforzare di escludere gli intercalari dal discorso, il risultato molte volte può essere scarso. Anch'essi sono segno di nervosismo, non avere molta vogia di parlare o non riuscire ad esprimersi totalmente.

Molte volte si da troppa importanza alle parole e la gente non guarda i gesti. Secondo me dovremmo saper guardare più attentamente tutti questi particolari che accomunano le persone perchè, sembrano dettagli inutili ma..Provate ad immaginare una conversazione senza gesti e senza che la voce cambi tonalità a seconda di ciò che si dice.Capireste tutto ciò che vi viene detto?

 

 

 

___Ste___

July 22

il piccolo principe - capitolo 18

capitolo 18
 

Il piccolo principe traverso' il deserto e non incontro' che un fiore.
Un fiore a tre petali, un piccolo fiore da niente...
"Buon giorno", disse il piccolo principe.
"Buon giorno", disse il fiore.
"Dove sono gli uomini?" domando' gentilmente il piccolo principe.
Un giorno il fiore aveva visto passare una carovana:
"Gli uomini? Ne esistono, credo, sei o sette. Li ho visti molti anni fa. Ma non si sa mai dove trovarli. Il vento li spinge qual e la'. Non hanno radici, e questo li imbarazza molto".
"Addio", disse il piccolo principe.
"Addio", disse il fiore.


il piccolo principe - capitolo 17

capitolo 17
 

Capita a volte, volendo fare dello spirito, di mentire un po'.
Non sono stato molto onesto parlandovi degli uomini che accendono i lampioni.
Rischio di dare a quelli che non lo conoscono una falsa idea del nostro pianeta.

Gli uomini occupano molto poco posto sulla Terra.

Se i due miliardi di abitanti che popolano la Terra stessero in piedi e un po' serrati, come per un comizio, troverebbero posto facilmente in una piazza di ventimila metri di lunghezza per ventimila metri di larghezza.

Si potrebbe ammucchiare l'umanita' su un qualsiasi isolotto del Pacifico.

Naturalmente i grandi non vi crederebbero.

Si immaginano di occupare molto posto. Si vedono importanti come dei baobab. Consigliategli allora di fare dei calcoli, adorano le cifre e gli piacera' molto.

Ma non perdete il vostro tempo con questo pensiero, e' inutile, visto che avete fiducia in me.

Il piccolo principe, arrivato sulla Terra, fu molto sorpreso di non vedere nessuno. Aveva gia' paura di essersi sbagliato di pianeta, quando un anello del colore della luna si mosse nella sabbia.

"Buona notte", disse il piccolo principe a buon conto.

"Buona notte", disse il serpente.

"Su quale pianeta sono sceso?" domando' il piccolo principe.

"Sulla Terra, in Africa", rispose il serpente.

"Ah!.. Ma non c'e' nessuno sulla Terra?"

"Qui e' un deserto. Non c'e' nessuno nei deserti. La Terra e' grande", disse il serpente.

Il piccolo principe sedette su una pietra e alzo' gli occhi verso il cielo:

"Mi domando", disse, "se le stelle sono illuminate perche' ognuno possa un giorno trovare la sua. Guarda il mio pianeta, e' proprio sopra di noi... Ma come e' lontano!"

"E' bello", disse il serpente, "ma che cosa sei venuto a fare qui?"

"Ho avuto delle difficolta' con un fiore", disse il piccolo principe.

"Ah!" fece il serpente.

E rimasero in silenzio.

"Dove sono gli uomini?" riprese dopo un po' il piccolo principe. "Si e' un po' soli nel deserto..."

"Si e' soli anche con gli uomini", disse il serpente.

Il piccolo principe lo guardo' a lungo.

"Sei un buffo animale", gli disse alla fine, "sottile come un dito!..."

"Ma sono piu' potente di un dito di un re", disse il serpente.

Il piccolo principe sorrise:
"Non mi sembri molto potente... non hai neppure delle zampe... e non puoi neppure camminare..."

"Posso trasportarti piu' lontano che un bastimento", disse il serpente.

Si arrotolo' attorno alla caviglia del piccolo principe come un braccialetto d'oro:

"Colui che tocco, lo restituisco alla terra da dove e' venuto. Ma tu sei puro e vieni da una stella..."

Il piccolo principe non rispose.

"Mi fai pena, tu cosi' debole, su questa Terra di granito. Potro' aiutarti un giorno se rimpiangerai troppo il tuo pianeta. Posso..."

"Oh! Ho capito benissimo", disse il piccolo principe, "ma perche' parli sempre per enigmi?"

"Li risolvo tutti", disse il serpente.

E rimasero in silenzio.

il piccolo principe - capitolo 16

capitolo 16
 

l settimo pianeta fu dunque la Terra.
La Terra non e' un pianeta qualsiasi! Ci si contano cento e undici re (non dimenticando, certo, i re negri!), settemila geografi, novecentomila uomini d'affari, sette milioni e mezzo di ubriaconi, trecentododici milioni di vanitosi, cioe' due miliardi circa di adulti.

Per darvi un'idea delle dimensioni della Terra, vi diro' che prima dell'invenzione dell'elettricita' bisognava mantenere, sull'insieme dei sei continenti, una vera armata di quattrocentosessantaduemila e cinquecentoundici lampionai per accendere i lampioni.

Visto un po' da lontano faceva uno splendido effetto. I movimenti di questa armata erano regolati come quelli di un balletto d'opera.

Prima c'era il turno di quelli che accendevano i lampioni della Nuova Zelanda e dell'Australia. Dopo di che, questi, avendo accesi i loro lampioni, se ne andavano a dormire.

Allora entravano in scena quelli della Cina e della Siberia.

Poi anch'essi se la battevano fra le quinte.

Allora veniva il turno dei lampionai della Russia e delle Indie. Poi di quelli dell'Africa e dell'Europa. Poi di quelli dell'America del Sud e infine di quelli dell'America del Nord.

E mai che si sbagliassero nell'ordine di entrata in scena.

Era grandioso.

il piccolo principe - capitolo 15

capitolo 15
 

Il sesto pianeta era dieci volte piu' grande.
Era abitato da un vecchio signore che scriveva degli enormi libri.

"Ecco un esploratore", esclamo' quando scorse il piccolo principe.

Il piccolo principe si sedette sul tavolo ansimando un poco.

Era in viaggio da tanto tempo.

"Da dove vieni?" gli domando' il vecchio signore.

"Che cos'e' questo grosso libro?" disse il piccolo principe. "Che cosa fate qui?"

"Sono un geografo", disse il vecchio signore.

"Che cos'e' un geografo?"

"E' un sapiente che sa dove si trovano i mari, i fiumi, le citta', le montagne e i deserti".

"E' molto interessante", disse il piccolo principe, "questo finalmente e' un vero mestiere!"

E diede un'occhiata tutto intorno sul pianeta del geografo. Non aveva mai visto fino ad ora un pianeta cosi' maestoso.

"E' molto bello il vostro pianeta. Ci sono degli oceani?"

"Non lo posso sapere", disse il geografo.

"Ah! (il piccolo principe fu deluso) E delle montagne?"

"Non lo posso sapere", disse il geografo.
"E delle citta' e dei fiumi e dei deserti?"

"Neppure lo posso sapere", disse il geografo.

"Ma siete un geografo!"

"Esatto", disse il geografo, "ma non sono un esploratore.

Manco completamente di esploratori.

Non e' il geografo che va a fare il conto delle citta', dei fiumi, delle montagne, dei mari, degli oceani e dei deserti.

Il geografo e' troppo importante per andare in giro.

Non lascia mai il suo ufficio, ma riceve gli esploratori, li interroga e prende degli appunti sui loro ricordi.

E se i ricordi di uno di loro gli sembrano interessanti, il geografo fa fare un'inchiesta sulla moralita' dell'esploratore".

"Perche'?"

"Perche' se l'esploratore mentisse porterebbe una catastrofe nei libri di geografia. Ed anche un esploratore che bevesse troppo".

"Perche'?"

"Perche' gli ubriachi vedono doppio e allora il geografo si annoterebbe due montagne la' dove ce n'e' una sola".

"Io conosco qualcuno" disse il piccolo principe, "che sarebbe un cattivo esploratore".

"E' possibile. Dunque, quando la moralita' dell'esploratore sembra buona, si fa un'inchiesta sulla sua scoperta".

"Si va a vedere?".

"No, e' troppo complicato. Ma si esige che l'esploratore fornisca le prove. Per esempio, se si tratta di una grossa montagna, si esige che riporti delle grosse pietre".

All'improvviso il geografo si commosse.

"Ma tu, tu vieni da lontano! Tu sei un esploratore! Mi devi descrivere il tuo pianeta!"

E il geografo, avendo aperto il suo registro, tempero' la sua matita. I resoconti degli esploratori si annotano da prima a matita, e si aspetta per annotarli a penna che l'esploratore abbia fornito delle prove.

"Allora?" interrogo' il geografo.

"Oh! da me", disse il piccolo principe, "non e' molto interessante, e' talmente piccolo.

Ho tre vulcani, due in attivita' e uno spento. Ma non si sa mai".

"Non si sa mai", disse il geografo.
"Ho anche un fiore".

"Noi non annotiamo i fiori", disse il geografo.

"Perche'? Sono la cosa piu' bella".

"Perche' i fiori sono effimeri".

"Che cosa vuol dire <effimero>?"

"Le geografie", disse il geografo, "sono i libri piu' preziosi fra tutti i libri. Non passano mai di moda. E' molto raro che una montagna cambi di posto. E' molto raro che un oceano si prosciughi. Noi descriviamo delle cose eterne".

"Ma i vulcani spenti si possono risvegliare", interruppe il piccolo principe. "Che cosa vuol dire <effimero>?"

"Che i vulcani siano spenti o in azione, e' lo stesso per noi", disse il geografo. "Quello che conta per noi e' il monte, lui non cambia".

"Ma che cosa vuol dire <effimero>?" ripete' il piccolo principe che in vita sua non aveva mai rinunciato a una domanda una volta che l'aveva fatta.

"Vuol dire <che e' minacciato di scomparire in un tempo breve>".

"Il mio fiore e' destinato a scomparire presto?"

"Certamente".

Il mio fiore e' effimero, si disse il piccolo principe, e non ha che quattro spine per difendersi dal mondo! E io l'ho lasciato solo!

E per la prima volta si senti' pungere dal rammarico. Ma si fece coraggio:

"Che cosa mi consigliate di andare a visitare?"

"Il pianeta Terra", gli rispose il geografo. "Ha una buona reputazione..."

E il piccolo principe se ne ando' pensando al suo fiore.

il piccolo principe - capitolo 14

capitolo 14
 
 

durante il viaggio.
Il quinto pianeta era molto strano.

Vi era appena il posto per sistemare un lampione e l'uomo che l'accendeva.

Il piccolo principe non riusciva a spiegarsi a che potessero servire, spersi nel cielo, si di un pianeta senza case, senza abitanti, un lampione e il lampionaio.

Eppure si disse:

"Forse quest'uomo e' veramente assurdo. Pero' e' meno assurdo del re, del vanitoso, dell'uomo d'affari e dell'ubriacone. Almeno il suo lavoro ha un senso. Questo accende il suo lampione, e' come se facesse nascere una stella in piu', o un fiore. Quando lo spegne addormenta il fiore o la stella. E' una bellissima occupazione, ed e' veramente utile, perche' e' bella".

Salendo sul pianeta saluto' rispettosamente l'uomo:

"Buon giorno. Perche' spegni il tuo lampione?"

"E' la consegna" rispose il lampionaio. "Buon giorno".

"Che cos'e' la consegna?"

"E' di spegnere il mio lampione. Buona sera".

E lo riaccese.

"E adesso perche' lo riaccendi?"

"E' la consegna".

"Non capisco", disse il piccolo principe.

"Non c'e' nulla da capire", disse l'uomo, "la consegna e' la consegna. Buon giorno". E spense il lampione.

Poi si asciugo' la fronte con un fazzoletto a quadri rossi.

"Faccio un mestiere terribile. Una volta era ragionevole. Accendevo al mattino e spegnevo alla sera, e avevo il resto del giorno per riposarmi e il resto della notte per dormire...""

"E dopo di allora e' cambiata la consegna?"
"La consegna non e' cambiata", disse il lampionaio, "e' proprio questo il dramma. Il pianeta di anno in anno ha girato sempre piu' in fretta e la consegna non e' stata cambiata!"

"Ebbene?" disse il piccolo principe.

"Ebbene, ora che fa un giro al minuto, non ho piu' un secondo di riposo. Accendo e spengo una volta al minuto!"

"E' divertente! I giorni da te durano un minuto!"

"Non e' per nulla divertente", disse l'uomo.

"Lo sai che stiamo parlando da un mese?"

"Da un mese?"

"Si. Trenta minuti: trenta giorni!. Buona sera".

E riaccese il suo lampione.

Il piccolo principe lo guardo' e senti' improvvisamente di amare questo uomo che era cosi' fedele alla sua consegna. Si ricordo' dei tramonti che lui stesso una volta andava a cercare, spostando la sua sedia. E volle aiutare il suo amico:

"Sai ... conosco un modo per riposarti quando vorrai ..."

"Lo vorrei sempre", disse l'uomo.

Perche' si puo' essere nello stesso tempo fedeli e pigri.

E il piccolo principe continuo':

"Il tuo pianeta e' cosi' piccolo che in tre passi ne puoi fare il giro. Non hai che da camminare abbastanza lentamente per rimanere sempre al sole. Quando vorrai riposarti camminerai e il giorno durera' finche' tu vorrai".

"Non mi serve a molto", disse l'uomo. "Cio' che desidero soprattutto nella vita e' di dormire".

"Non hai fortuna", disse il piccolo principe.

"Non ho fortuna", rispose l'uomo. "Buon giorno".

E spense il suo lampione.

Quest'uomo, si disse il piccolo principe, continuando il suo viaggio, quest'uomo sarebbe disprezzato da tutti gli altri , dal re, dal vanitoso, dall'ubriacone, dall'uomo d'affari. Tuttavia e' il solo che non mi sembri ridicolo. Forse perche' si occupa di altro che non di se stesso.

Ebbe un sospiro di rammarico e si disse ancora:

Questo e' il solo di cui avrei potuto farmi un amico. Ma il suo pianeta e' veramente troppo piccolo non c'e' posto per due...

Quello che il piccolo principe non osava confessare a se stesso, era che di questo pianeta benedetto rimpiangeva soprattutto i millequattrocentoquaranta tramonti nelle ventiquattro ore.

il piccolo principe - capitolo 13

capitolo 13
 

Il quarto pianeta era abitato da un uomo d'affari.
Questo uomo era cosi' occupato che non alzo' neppure la testa all'arrivo del piccolo principe.

"Buon giorno", gli disse questi. "La vostra sigaretta si e' spenta".

"Tre piu' due fa cinque. Cinque piu' sette: dodici.

Dodici piu' tre: quindici. Buon giorno.

Quindici piu' sette fa ventidue.

Ventidue piu' sei: ventotto. Non ho tempo per riaccenderla.

Ventisei piu' cinque trentuno.

Ouf! Dunque fa cinquecento e un milione seicento ventiduemila settecento trentuno".

"Cinquecento e un milione di che?"

"Hem! Sei sempre li'? Cinquecento e un milione di ... non lo so piu'. Ho talmente da fare!

Sono un uomo serio, io, non mi diverto con delle frottole!

Due piu' cinque: sette..."

"Cinquecento e un milione di che?" ripete' il piccolo principe che mai aveva rinunciato a una domanda una volta che l'aveva espressa.

L'uomo d'affari alzo' la testa:

"Da cinquantaquattro anni che abito in questo pianeta non sono stato disturbato che tre volte.

La prima volta e' stato ventidue anni fa, da una melolonta che era caduta chissa' da dove.

Faceva un rumore spaventoso e ho fatto quattro errori in una addizione.

La seconda volta e' stato undici anni fa per una crisi di reumatismi.

Non mi muovo mai, non ho il tempo di girandolare.

Sono un uomo serio, io.

La terza volta ... eccolo! Dicevo dunque cinquecento e un milione".

"Milione di che?"

L'uomo d'affari capi' che non c'era speranza di pace.

"Milioni di quelle piccole cose che si vedono qualche volta nel cielo".

"Di mosche?"

"Ma no, di piccole cose che brillano".

"Di api?"

"Ma no. Di quelle piccole cose dorate che fanno fantasticare i poltroni. Ma sono un uomo serio, io! Non ho il tempo di fantasticare".

"Ah! di stelle?"

"Eccoci. Di stelle".

"E che ne fai di cinquecento milioni di stelle?"

"Cinquecento e un milione seicentoventiduemilasettecentotrentuno. Sono un uomo serio io, sono un uomo preciso."

"E che te ne fai di queste stelle?"

"Che cosa me ne faccio?"

"Si".

"Niente. Le possiedo io".

"Tu possiedi le stelle?"

"Si".

"Ma ho gia' veduto un re che..."
"I re non possiedono. Ci regnano sopra. E' molto diverso".

"E a che ti serve possedere le stelle?"

"MI serve ad essere ricco".

"E a che ti serve essere ricco?"

"A comperare delle altre stelle, se qualcuno ne trova".

Questo qui, si disse il piccolo principe, ragiona un po' come il mio ubriacone.

Ma pure domando' ancora:

"Come si puo' possedere le stelle?"

"Di chi sono?" rispose facendo stridere i denti l'uomo d'affari.

"Non lo so, di nessuno".

"Allora sono mie che vi ho pensato per il primo".

"E questo basta?"

"Certo. Quando trovi un diamante che non e' di nessuno, e' tuo. Quando trovi un'isola che non e' di nessuno, e' tua. Quando tu hai un'idea per il primo, la fai brevettare, ed e' tua. E io possiedo le stelle, perche' mai nessuno prima di me si e' sognato di possederle".

"Questo e' vero", disse il piccolo principe. "Che te ne fai?"

"Le amministro. Le conto e le riconto", disse l'uomo d'affari. "E' una cosa difficile, ma io sono un uomo serio!"

Il piccolo principe non era ancora soddisfatto.

"Io, se possiedo un fazzoletto di seta, posso metterlo intorno al collo e portarmelo via. Se possiedo un fiore, posso cogliere il mio fiore e portarlo con me. Ma tu non puoi cogliere le stelle".

"No, ma posso depositarle alla banca".

"Che cosa vuol dire?"

"Vuol dire che scrivo su un pezzetto di carta il numero delle mie stelle e poi chiudo a chiave questo pezzetto di carta in un cassetto".

"Tutto qui?"

"E' sufficiente".

E' divertente, penso' il piccolo principe, e abbastanza poetico.

Ma non e' molto serio.

Il piccolo principe aveva sulle cose serie delle idee molto diverse da quelle dei grandi.

"Io", disse il piccolo principe, "possiedo un fiore che innaffio tutti i giorni. Possiedo tre vulcani dei quali spazzo il camino tutte le settimane. Perche' spazzo il camino anche di quello spento. Non si sa mai.

E' utile ai miei vulcani, ed e' utile al mio fiore che io li possegga.

Ma tu non sei utile alle stelle..."

L'uomo d'affari apri' la bocca ma non trovo' niente da rispondere e il piccolo principe se ne ando' .

Decisamente i grandi sono proprio straordinari, si disse semplicemente durante il viaggio.

il piccolo principe - capitolo 12

capitolo 12
 

Il pianeta appresso era abitato da un ubriacone.
Questa visita fu molto breve, ma immerse il piccolo principe in una grande malinconia.

"Che cosa fai?" chiese all'ubriacone che stava in silenzio davanti a una collezione di bottiglie vuote e a una collezione di bottiglie piene

"Bevo" rispose, in tono lugubre, l'ubriacone.
"Perche' bevi?" domando' il piccolo principe.

"Per dimenticare", rispose l'ubriacone.

"Per dimenticare che cosa?" s'informo' il piccolo principe che cominciava gia' a compiangerlo.

"Per dimenticare che ho vergogna", confesso' l'ubriacone abbassando la testa.

"Vergogna di che?" insistette il piccolo principe che desiderava soccorrerlo.

"Vergogna di bere!" e l'ubriacone si chiuse in un silenzio definitivo.

Il piccolo principe se ne ando' perplesso.

I grandi, decisamente, sono molto, molto bizzarri, si disse durante il viaggio.

il piccolo principe - capitolo 11

capitolo 11
 

Il secondo pianeta era abitato da un vanitoso.
"Ah! ah! ecco la visita di un ammiratore", grido' da lontano il vanitoso appena scorse il piccolo principe.

Per i vanitosi tutti gli altri uomini sono degli ammiratori.

"Buon giorno", disse il piccolo principe, "che buffo cappello avete!"

"E' per salutare", gli rispose il vanitoso. "E' per salutare quando mi acclamano, ma sfortunatamente non passa mai nessuno da queste parti".

"Ah si?" disse il piccolo principe che non capiva.

"Batti le mani l'una contro l'altra", consiglio' percio' il vanitoso.

Il piccolo principe batte' le mani l'una contro l'altra e il vanitoso saluto' con modestia sollevando il cappello.

E' piu' divertente che la visita al re, si disse il piccolo principe, e ricomincio' a batter le mani l'una contro l'altra.

Il vanitoso ricomincio' a salutare sollevando il cappello.

Dopo cinque minuti di questo esercizio il piccolo principe si stanco' della monotonia del gioco: "E che cosa bisogna fare", domando', "perche' il cappello caschi?"

Ma il vanitoso non l'intese.
I vanitoso non sentono altro che le lodi.

"Mi ammiri molto, veramente?" domando' al piccolo principe.

"Che cosa vuol dire ammirare?"

"Ammirare vuol dire riconoscere che io sono l'uomo piu' bello, piu' elegante, piu' ricco e piu' intelligente di tutto il pianeta".

"Fammi questo piacere. Ammirami lo stesso!"

"Ti ammiro", disse il piccolo principe, alzando un poco le spalle, "ma tu che te ne fai?"

E il piccolo principe se ne ando'.

Decisamente i grandi sono ben bizzarri, diceva con semplicita' a se stesso, durante il suo viaggio

 

SuchA_____LovelySound