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Donato Perlingieriwrote:
ciao bellisiima.... sn passato a trovarti e trovo il tuo blog davvero bello ma soprattutto tu...
stupenda anke la musica k asdcolti... baci
May 31
Lorenzo Politiwrote:
ohilaaa...cm la va?....cm stai? cm è ke nn c siamo + sent su msn....ma 6 andata alla cdl?...risp..bacione
Dec. 8
Lorenzo Politiwrote:
eeehhh..ma ciaooo...nn c'è ke dire...6 prp una tamarra emotiva...poi ql casa dag in sttfondo..è insuperabile.....eh cm pioggia e sole...tu nn credere...se qlkn t dirà ke nn sn + lo stx....complimenti...d'agostino problematic show 4ever.....xk qnd cala la calinda....so cà.....dai t saluto...ciaooooo...bacione...
Nov. 19
Bru Iaquintawrote:
welà ex amooooo!!!! XD ma tu hai presente ke x leggere alcune ks sul tuo blog ho xso l'uso della vista??? ihihi..è un blog allucinato kn questi colori qui!!!! dai ade t saluto..torno a studiare!!! ahahah!!! ciao ex!!! :)
Nov. 12
alessandrawrote:
zoccolemoooooooooo!!!!maledetta grrrrrrrrrrrrrr....certo però che sei furba devo dire!!!!ahia me cosa mi tocca sopportare!!
ciau ciau...e ricorda....chupaaaaa!!!basini!!
ally
Aug. 27
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October 11 Di stronzi ce ne sono in giro, ma tutti io li devo beccare?di stronzi ce ne sono in giro...ma mi sono rotta il cazzo di dovermeli sempre trovare io.. porca troia. ma si succede tutto così, all'improvviso.. conosci una persona, cominci ad affezionarti..dopo le altre mille delusioni non riesci a lasciarti andare perchè hai paura.. ma quando lui ti dice di doverti fidare..di lasciarti andare perchè lui è diverso, lui ti vuole bene.. lo fai. lo fai e trovi un'altra illusione.. tu fai di tutto per lui, litighi con i genitri, con la sorella..fai casino per poterlo vedere una volta..fai casino per vederlo quelle poche volte. poi dopo un po' senti che c'è qualcosa che non va..e anche se non ci hai parlato apertamente, riesci a capire le sue intenzioni:ti vuole mollare. ti molla, e due giorni dopo, alle otto e mezza d mattina, si presenta davanti a casa tua per parlare..dice che ha voglia di ricominciare con te,che ha sbagliato.. tu ci credi.. poi leggi il contrario.. ci chiarisci, ti rassegni.. ma lui ancora una volta non è capace di essere sincero al 100%..ti dice che era confuso x via di un'altra donna.. ti dice che sta male xk siamo un po' lontani e non riusciamo a vederci.. TU CI CREDI. poi scopri, che la donna per cui ha perso la testa, abita ancora più lontana, perfino in un'altra regione.. E CI STAI DI MERDA.MUORI DENTRO. tu che a lui ci tieni ancora troppo.tu che gli hai detto per la prima volta TI AMO. tu che hai FATTO DI TUTTO PER LUI. lui che TI ABBANDONA così, senza una ragione valida. e io che gli dicevo anche che se aveva bisogno poteva cercarmi...che lo avrei aiutato..e lui mi ferisce un altra volta. io veramente, non ce la faccio più..e i chiedo perchè le persone che non si meritano di avere una persona che le ama, la trovano sempre e non apprezzano ciò che hanno..io mi chiedo quand'è che finalmente qualcuno riuscirà a capire che non si può giocare così con i sentimenti di una ragazza. una ragazza che pur avendo diciassette anni, può dare tutto ad un uomo. ormai gli ho dato tutto..e lui come mi ripaga? dicendomi delle balle assurde anche sul motivo x cui mi ha mollata. io non ho parole davvero... basta. July 25 Gestia volte mi sento come se fossi in un certo luogo apposta x studiare le persone: gli atteggiamenti, i gesti che li accomunano, le parole.. noto differenze a seconda dei vari luoghi in cui ci si trova..come ad esempio le persone qui al nord, per indicare qualcosa o per invitare qualcuno a prendere qualcosa senza formulare un invito vocale, ritirino un pò' il braccio come se lo volessero caricare, e lo allunghino verso l'oggetto x cui si sta facendo l'invito, associando il gesto ad una specifica espressione del viso: occhi aperti, sopracciglia appena inarcate.. Un altra cosa è il gesto che si fa, involontariamente, quando si pensa a qualcosa: se si sta pensando ad una risposta che non è fondamentale, solitamente si ha lo sguardo rivolto in alto a destra, come se volessimo provare a guardare un'idea appoggiata nella parte superiore destra del cervello.Quando invece si pensa profondamente a qualcosa, il gesto tipico è quello di appoggiare le prime tre dita, partendo dal pollice (due dita semi distese sulla fronte, e il pollice appoggiato su una delle due tempie, a seconda della mano che si utilizza), sulla fronte che, leggermente abbassata, ci fa assumere un'espressione chiamata "di concentrazione". Un altra cosa che accomuna gli esseri umani, è la gesticolazione durante un discorso.I gesti che si fanno durante un discorso, sono anch'essi involontari, sembra quasi che si voglia accentuare il significato di determinate parole: il movimento circolare del dito quando si dice la parola "dopo", il movimento della mano quando si dice "ciao", eccetera. Altri gesti invece sono segni di nervosismo: giocherellare con un anello, con un braccialetto, con i capelli mentre si parla e si sta tentando di dire una cosa difficile da esprimere..gli intercalari "cioè", "praticamente", "eh niente allora..", totalmente inutili. Per quanto ci si possa sforzare di escludere gli intercalari dal discorso, il risultato molte volte può essere scarso. Anch'essi sono segno di nervosismo, non avere molta vogia di parlare o non riuscire ad esprimersi totalmente. Molte volte si da troppa importanza alle parole e la gente non guarda i gesti. Secondo me dovremmo saper guardare più attentamente tutti questi particolari che accomunano le persone perchè, sembrano dettagli inutili ma..Provate ad immaginare una conversazione senza gesti e senza che la voce cambi tonalità a seconda di ciò che si dice.Capireste tutto ciò che vi viene detto?
___Ste___ July 22 il piccolo principe - capitolo 18capitolo 18
Il piccolo principe traverso' il deserto e non incontro' che un fiore. Un fiore a tre petali, un piccolo fiore da niente... "Buon giorno", disse il piccolo principe. "Buon giorno", disse il fiore. "Dove sono gli uomini?" domando' gentilmente il piccolo principe. Un giorno il fiore aveva visto passare una carovana: "Gli uomini? Ne esistono, credo, sei o sette. Li ho visti molti anni fa. Ma non si sa mai dove trovarli. Il vento li spinge qual e la'. Non hanno radici, e questo li imbarazza molto". "Addio", disse il piccolo principe. "Addio", disse il fiore. il piccolo principe - capitolo 17capitolo 17
Capita a volte, volendo fare dello spirito, di mentire un po'. Il piccolo principe sorrise: il piccolo principe - capitolo 16capitolo 16
l settimo pianeta fu dunque la Terra. La Terra non e' un pianeta qualsiasi! Ci si contano cento e undici re (non dimenticando, certo, i re negri!), settemila geografi, novecentomila uomini d'affari, sette milioni e mezzo di ubriaconi, trecentododici milioni di vanitosi, cioe' due miliardi circa di adulti. Per darvi un'idea delle dimensioni della Terra, vi diro' che prima dell'invenzione dell'elettricita' bisognava mantenere, sull'insieme dei sei continenti, una vera armata di quattrocentosessantaduemila e cinquecentoundici lampionai per accendere i lampioni. Visto un po' da lontano faceva uno splendido effetto. I movimenti di questa armata erano regolati come quelli di un balletto d'opera. Prima c'era il turno di quelli che accendevano i lampioni della Nuova Zelanda e dell'Australia. Dopo di che, questi, avendo accesi i loro lampioni, se ne andavano a dormire. Allora entravano in scena quelli della Cina e della Siberia. Poi anch'essi se la battevano fra le quinte. Allora veniva il turno dei lampionai della Russia e delle Indie. Poi di quelli dell'Africa e dell'Europa. Poi di quelli dell'America del Sud e infine di quelli dell'America del Nord. E mai che si sbagliassero nell'ordine di entrata in scena. Era grandioso. il piccolo principe - capitolo 15capitolo 15
Il sesto pianeta era dieci volte piu' grande. Era abitato da un vecchio signore che scriveva degli enormi libri. "Ecco un esploratore", esclamo' quando scorse il piccolo principe. Il piccolo principe si sedette sul tavolo ansimando un poco. Era in viaggio da tanto tempo. "Da dove vieni?" gli domando' il vecchio signore. "Che cos'e' questo grosso libro?" disse il piccolo principe. "Che cosa fate qui?" "Sono un geografo", disse il vecchio signore. "Che cos'e' un geografo?" "E' un sapiente che sa dove si trovano i mari, i fiumi, le citta', le montagne e i deserti". "E' molto interessante", disse il piccolo principe, "questo finalmente e' un vero mestiere!" E diede un'occhiata tutto intorno sul pianeta del geografo. Non aveva mai visto fino ad ora un pianeta cosi' maestoso. "E' molto bello il vostro pianeta. Ci sono degli oceani?" "Non lo posso sapere", disse il geografo. "Ah! (il piccolo principe fu deluso) E delle montagne?" "Non lo posso sapere", disse il geografo. "Non si sa mai", disse il geografo. il piccolo principe - capitolo 14capitolo 14
durante il viaggio. Il quinto pianeta era molto strano. Vi era appena il posto per sistemare un lampione e l'uomo che l'accendeva. Il piccolo principe non riusciva a spiegarsi a che potessero servire, spersi nel cielo, si di un pianeta senza case, senza abitanti, un lampione e il lampionaio. Eppure si disse: "Forse quest'uomo e' veramente assurdo. Pero' e' meno assurdo del re, del vanitoso, dell'uomo d'affari e dell'ubriacone. Almeno il suo lavoro ha un senso. Questo accende il suo lampione, e' come se facesse nascere una stella in piu', o un fiore. Quando lo spegne addormenta il fiore o la stella. E' una bellissima occupazione, ed e' veramente utile, perche' e' bella". Salendo sul pianeta saluto' rispettosamente l'uomo: "Buon giorno. Perche' spegni il tuo lampione?" "E' la consegna" rispose il lampionaio. "Buon giorno". "Che cos'e' la consegna?" "E' di spegnere il mio lampione. Buona sera". E lo riaccese. "E adesso perche' lo riaccendi?" "E' la consegna". "Non capisco", disse il piccolo principe. "Non c'e' nulla da capire", disse l'uomo, "la consegna e' la consegna. Buon giorno". E spense il lampione. Poi si asciugo' la fronte con un fazzoletto a quadri rossi. "Faccio un mestiere terribile. Una volta era ragionevole. Accendevo al mattino e spegnevo alla sera, e avevo il resto del giorno per riposarmi e il resto della notte per dormire..."" "E dopo di allora e' cambiata la consegna?" il piccolo principe - capitolo 13capitolo 13
Il quarto pianeta era abitato da un uomo d'affari. Questo uomo era cosi' occupato che non alzo' neppure la testa all'arrivo del piccolo principe. "Buon giorno", gli disse questi. "La vostra sigaretta si e' spenta". "Tre piu' due fa cinque. Cinque piu' sette: dodici. Dodici piu' tre: quindici. Buon giorno. Quindici piu' sette fa ventidue. Ventidue piu' sei: ventotto. Non ho tempo per riaccenderla. Ventisei piu' cinque trentuno. Ouf! Dunque fa cinquecento e un milione seicento ventiduemila settecento trentuno". "Cinquecento e un milione di che?" "Hem! Sei sempre li'? Cinquecento e un milione di ... non lo so piu'. Ho talmente da fare! Sono un uomo serio, io, non mi diverto con delle frottole! Due piu' cinque: sette..." "Cinquecento e un milione di che?" ripete' il piccolo principe che mai aveva rinunciato a una domanda una volta che l'aveva espressa. L'uomo d'affari alzo' la testa: "Da cinquantaquattro anni che abito in questo pianeta non sono stato disturbato che tre volte. La prima volta e' stato ventidue anni fa, da una melolonta che era caduta chissa' da dove. Faceva un rumore spaventoso e ho fatto quattro errori in una addizione. La seconda volta e' stato undici anni fa per una crisi di reumatismi. Non mi muovo mai, non ho il tempo di girandolare. Sono un uomo serio, io. La terza volta ... eccolo! Dicevo dunque cinquecento e un milione". "Milione di che?" L'uomo d'affari capi' che non c'era speranza di pace. "Milioni di quelle piccole cose che si vedono qualche volta nel cielo". "Di mosche?" "Ma no, di piccole cose che brillano". "Di api?" "Ma no. Di quelle piccole cose dorate che fanno fantasticare i poltroni. Ma sono un uomo serio, io! Non ho il tempo di fantasticare". "Ah! di stelle?" "Eccoci. Di stelle". "E che ne fai di cinquecento milioni di stelle?" "Cinquecento e un milione seicentoventiduemilasettecentotrentuno. Sono un uomo serio io, sono un uomo preciso." "E che te ne fai di queste stelle?" "Che cosa me ne faccio?" "Si". "Niente. Le possiedo io". "Tu possiedi le stelle?" "Si". "Ma ho gia' veduto un re che..." il piccolo principe - capitolo 12capitolo 12
Il pianeta appresso era abitato da un ubriacone. Questa visita fu molto breve, ma immerse il piccolo principe in una grande malinconia. "Che cosa fai?" chiese all'ubriacone che stava in silenzio davanti a una collezione di bottiglie vuote e a una collezione di bottiglie piene "Bevo" rispose, in tono lugubre, l'ubriacone. il piccolo principe - capitolo 11capitolo 11
Il secondo pianeta era abitato da un vanitoso. "Ah! ah! ecco la visita di un ammiratore", grido' da lontano il vanitoso appena scorse il piccolo principe. Per i vanitosi tutti gli altri uomini sono degli ammiratori. "Buon giorno", disse il piccolo principe, "che buffo cappello avete!" "E' per salutare", gli rispose il vanitoso. "E' per salutare quando mi acclamano, ma sfortunatamente non passa mai nessuno da queste parti". "Ah si?" disse il piccolo principe che non capiva. "Batti le mani l'una contro l'altra", consiglio' percio' il vanitoso. Il piccolo principe batte' le mani l'una contro l'altra e il vanitoso saluto' con modestia sollevando il cappello. E' piu' divertente che la visita al re, si disse il piccolo principe, e ricomincio' a batter le mani l'una contro l'altra. Il vanitoso ricomincio' a salutare sollevando il cappello. Dopo cinque minuti di questo esercizio il piccolo principe si stanco' della monotonia del gioco: "E che cosa bisogna fare", domando', "perche' il cappello caschi?" Ma il vanitoso non l'intese. |
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